Bayer-Monsanto: la nostra agricoltura è in pericolo

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La Commissione Europea ha emesso un parere preliminare di buon senso sulla vicenda dell’acquisizione Bayer – Monsanto. La decisione di aprire un’indagine su tale acquisizione è un atto dovuto nei confronti dei cittadini europei che sono preoccupati delle conseguenze che questa fusione comporterebbe.

Stiamo parlando della fusione più colossale del settore dell’agrochimica, del valore di 62 miliardi di euro che porterebbe Bayer ad essere una delle tre aziende a detenere il 63% di tutte le sementi e il 75% degli agrofarmaci (dati Coldiretti).

Avete capito bene, il 63% della produzione mondiale di sementi sarebbe in mano ad una sola azienda.

Lasciare il futuro del mercato globale dell’agroalimentare in mano a tre colossi è un gesto completamente irresponsabile, che mette in pericolo la qualità dei prodotti, l’innovazione e il prezzo dei prodotti. Si sta giocando con il futuro della nostra agricoltura e con la salute dei cittadini: un’unione così scellerata non è pensabile.

Ma c’è da fidarsi della posizione della Commissione?

Bayer Monsanto: la nostra agricoltura è in pericolo

Ricordiamoci che anche nel caso delle precedenti fusioni tra i colossi mondiali della chimica come Dow e DuPont e ChemChina-Syngenta la Commissione aveva aperto un’indagine per valutare la concentrazione del mercato e possibili alterazioni della concorrenza, per poi finire in un nulla di fatto che permise comunque a questi colossi di unirsi. È impensabile dal mio punto di vista, dato il peso che questa acquisizione potrebbe avere, che ci possa essere un epilogo simile.

Non di meno è sconvolgente la natura di questa fusione: la Bayer, un colosso che si occupa principalmente di prodotti farmaceutici e sanitari, ha intenzione di acquistare la Monsanto, un’azienda che produce da un lato sementi e dall’altro pesticidi, di cui alcuni di questi classificati dall’OMS come probabilmente cancerogeni, che distruggono la fertilità del suolo, recando gravi danni all’ambiente. È normale?

L’esito dell’indagine dovrebbe arrivare entro il mese di gennaio 2018 e noi saremo ancora una volta in prima linea. Nel frattempo continuiamo a vigilare, come già fatto in passato: L’EFDD, di cui facciamo parte, insieme ad altri deputati ha scritto sia alla Bayer sia a Margrethe Vestager, Commissaria europea alla concorrenza. Nel primo caso abbiamo chiesto di bloccare l’operazione mettendo in evidenza una serie di controindicazioni a questa acquisizione, che oltre a danneggiare la salute di milioni di persone potrebbe anche non essere conveniente dal punto di vista economico viste le forti opposizioni da parte di organizzazioni internazionali che danno sistematicamente battaglia legale alla Monsanto.

Alla Commissaria abbiamo chiesto con forza di aprire un’indagine che vada in profondità su questa operazione che giudichiamo di estrema pericolosità.

L’Europa non può rendersi partecipe di questa fusione: faremo tutto ciò che è a nostra disposizione per impedirlo.

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