Corsa a ostacoli per gli agricoltori del Friuli Venezia Giulia…

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Per gli agricoltori carnici e di tutto il Friuli Venezia Giulia la riscossione delle indennità compensative provenienti dall’Unione europea è una vera e propria corsa a ostacoli senza fine. L’Agea, Agenzia nazionale per le erogazioni in agricoltura, dopo mesi e mesi di attese, ritardi su ritardi e continue promesse, ancora non fa quello che deve fare, ovvero erogare agli agricoltori ciò che avrebbero dovuto avere ancora lo scorso anno, se non addirittura in alcuni casi, ancor prima.

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Ho denunciato già da tempo questa situazione insostenibile per i nostri agricoltori, non ci sono scuse plausibili. La situazione è grave, l’Agea è un Ente che evidentemente non funziona, nonostante sia stata commissariata lo scorso anno e che rischia di pregiudicare seriamente il funzionamento del Piano di Sviluppo Rurale in Friuli Venezia Giulia. In questo caso Bruxelles non ha responsabilità, le cause ancora una volta sono in Italia e si devono attribuire a scelte politiche sbagliate, farraginose, legate sempre ai soliti vecchi schemi. E’ stata anche votata recentemente una legge regionale con cui questo problema avrebbe dovuto risolversi, ma direi proprio che nulla è cambiato ed ecco quindi che le responsabilità vanno equamente ripartite tra Agea e Regione Friuli Venezia Giulia.

E’ incredibile aver notizia delle proteste della Serracchiani nei confronti del suo governo di cui il suo partito è il motore principale. Un motore che evidentemente avrebbe bisogno di una profonda revisione, o meglio, di una definitiva rottamazione visto che i suoi stessi ingranaggi non si muovono in sincrono.

Quando una classe dirigente dimostra che non è in grado di svolgere una seria programmazione perché priva di una visione di medio termine e di capacità gestionale, va sostituita senza indugi.

L’assessore Shaurli dichiara che sia lui che la presidente Serracchiani sono in costante contatto con il Ministero per velocizzare queste pratiche, e meno male! Figuriamoci se non lo fossero, i contribuiti li vedrebbero i nipoti degli agricoltori!

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