#Dieselgate, non può essere l’Italia a controllare le auto della #Fiat

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Come è stato fatto presente più volte, lo scandalo Volkswagen è stata una frode, un inganno nei confronti dei cittadini.  Ma non è vero che frodi del genere non possano essere limitate o persino evitate nel prossimo futuro. Non è vero che non esistono deterrenti nei confronti delle case automobilistiche che vogliono fare le furbe.

Il deterrente esiste! Ed è rappresentato da un sistema di sorveglianza solido dei veicoli immessi sul mercato. Un sistema dal quale oggi siamo molto distanti, perché in molti Paesi, come l’Italia e la Francia, gli interessi del controllore (l’autorità di omologazione statale) sono fortemente intrecciati a quelli del controllato (la casa automobilistica). A volte, come nel caso della Renault in Francia, lo Stato guadagna dalla vendita delle auto che la sua autorità di omologazione statale approva. Mentre in Italia, i rapporti tra lo Stato e la Fiat sono arcinoti.

Per questo è necessario lavorare insieme per rendere più ambiziosa la proposta della Commissione, e non, come nella bozza del relatore, per mirare a mantenere lo status quo.

Gli emendamenti presentati dal Movimento 5 Stelle vanno proprio in questa direzione.

Sosteniamo la creazione di un organismo europeo che sia indipendente dagli intrecci nazionali. Che controlli a campione 1/3 dei nuovi modelli immessi ogni anno sul mercato. Un organismo capace di sanzionare le case automobilistiche che frodano. E che sia scelto tra le strutture attualmente esistenti a livello comunitario, in modo da non sprecare risorse. In quest’ambito, una valida opzione può essere rappresentata dal Centro Comune di Ricerca di Ispra, ma siamo pronti a discutere soluzioni alternative.

Sottolineo che i costi della vigilanza di mercato e i costi delle prove e delle ispezioni di verifica della conformità dei veicoli non devono ricadere sul consumatore, ma sul costruttore, in misura proporzionale al costo di vendita del bene. Parliamo di costi irrisori per le case automobilistiche, le indicazioni provenienti dalla commissione Envi, per esempio, parlano di 10 euro ad auto. Davvero un’inezia, visto che parliamo di prodotti venduti a migliaia di euro.

Negli emendamenti abbiamo anche rimarcato come i servizi tecnici che effettuano i test in laboratorio necessari per ottenere l’omologazione debbano essere indipendenti dalle case automobilistiche. I servizi tecnici che forniscono supporto tecnico alle autorità di omologazione nazionale non possono fornire supporto tecnico ai costruttori. Questa è una condizione che considero essenziale per il buon funzionamento della vigilanza di mercato sulle auto.

Mi auguro che questi elementi siano tenuti in dovuta considerazione dal relatore e dai relatori ombra, in modo da disegnare un sistema di controlli robusto, che non lasci spazio ad interpretazioni e tuteli davvero i consumatori.

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