L’allevamento intensivo non è sostenibile

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Ieri abbiamo festeggiato la Giornata mondiale della Terra, ma lo sai che l’allevamento intensivo è la principale causa di inquinamento, deforestazione e spreco d’acqua?

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Infatti, l’intero settore dei trasporti produce solo il 13% dei gas ad effetto serra attuali. Agli allevamenti intensivi è imputabile una percentuale pari al 18%. In più, oltre alla CO2 ed al metano, gli allevamenti intesivi sono responsabili del 65% di tutte le emissioni di ossido di azoto legato all’uomo – un gas serra con 296 volte il potenziale di riscaldamento globale dell’anidride carbonica e che rimane nell’atmosfera per oltre 150 anni.

Oggi l’accesso all’acqua potabile diventa sempre più difficile per un numero sempre più ingente di persone. L’allevamento intensivo è responsabile di una percentuale tra l’80 ed il 90% del consumo d’acqua mondiale.

Un altro patrimonio ecologico del nostro pianeta sono le foreste. Fra queste, le foreste pluviali sono considerate il vero e proprio polmone della Terra. Ogni secondo, tagliamo circa 1-2 acri di foresta pluviale e la causa principale di questa distruzione sono gli allevamenti intensivi: le foreste vengono abbattute per fare spazio alle colture dei mangimi di questi allevamenti.

Ad ogni deforestazione, ne consegue un’enorme perdita di piante e animali: l’allevamento intensivo è una minaccia per la biodiversità e per la conservazione degli habitat naturali.

Vuoi cambiare tutto questo? Allora il primo passo sarà quello di chiedere alla Commissione Europea di inserire nell’etichettatura la tipologia di allevamento da cui proviene la carne!

Questo servizio di Carta Bianca mostra cosa c’è dietro a carne e uova a buon mercato, vi invito a guardarlo e a farlo girare per informare quante più persone possibili.

https://www.facebook.com/MarcoZulloM5S/videos/1936459303255377/

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