Lorenzin: “le uova italiane sono sicure”. Mi dicono che non è vero

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Beatrice Lorenzin mi ricorda Alighiero Noschese (per i più giovani, un imitatore degli anni ’70) in uno dei suoi famosi sketch in cui il comico imitava il giornalista Rai Mario Pastore. Leggeva una notizia, poi squillava il telefono, ascoltava le indicazioni dalla regia e poi diceva: “mi dicono che non è vero”. Ed è proprio così, la Ministra Lorenzin sul caso delle uova al Fipronil ha dato notizie false senza farsi grandi problemi nel momento in cui è stata smentita dai fatti (e dai Nas).

Che un Ministero ci racconti che va tutto bene e il giorno dopo venga smentito però è un bel po’ preoccupante. Sì perché il Ministero in questione è quello della Salute, la nostra.
La realtà è che il caso delle uova al Fipronil che sta travolgendo man mano tutta Europa non lascia immune l’Italia, checchè ne dica la Lorenzin.

Infatti mentre lei dichiarava che le uova prodotte in Italia (ed i loro derivati) sono perfettamente sane, che le uova contaminate “non ci sono”, “non ci sono casi in Italia, “abbiamo già fatto i controlli”, “le uova italiane sono sicure”, parallelamente succede che i controlli a tappeto sulle aziende produttrici italiane dicono esattamente il contrario.
Allora, davanti all’evidenza dei fatti il Ministero della nostra Salute comincia timidamente ad ammettere che alcune uova sono state trovate, ma provenienti dall’estero.
Quindi passiamo alla tesi numero due, ovvero che in effetti ce n’è qualcuno ma viene dall’estero. Nel frattempo però i Nas continuano il loro lavoro e si scopre che alcune aziende italiane hanno prodotto e distribuito uova al Fipronil.
I sequestri, ad oggi, cifre alla mano, sono pari a oltre 90 mila chili di uova, e siamo solo all’inizio.
Da notare che la cosa non riguarda una specifica regione ma si estende dall’Emilia Romagna alla Campania, passando per le Marche. Per ora.

Quindi la sostanza è che ci siamo dentro fino al collo come altri paesi europei.
La Lorenzin nei suoi proclami si dimentica che produrre alimenti attraverso l’utilizzo diretto o indiretto di sostanze tossiche per l’uomo è un reato. Si dimentica che qui siamo di fronte ad un’ipotesi di attività fraudolenta che si estende in lungo e in largo in Europa e che coinvolge anche il nostro Paese.
Il ruolo del suo Ministero, per l’appunto della salute, è in primis quello di tutelare i cittadini, di fare prevenzione, di dare indicazioni chiare, di essere prudente e non superficiale.

La Ministra deve ammettere la situazione per quella che è, deve richiedere con forza in Europa il rafforzamento delle attività antifrode e l’inasprimento delle pene per chi attenta alla nostra salute. Oppure cambi mestiere.

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