Risparmio energetico delle Pmi, tre proposte concrete per migliorare il Piano Verde Ue

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Il piano d´azione europeo per rendere le Pmi piú efficienti dal punto di vista energetico va migliorato. Vi spiego quali sono le tre proposte concrete del Movimento 5 Stelle.
Il Piano d’azione verde per le Pmi è una strategia europea che, con i dovuti aggiustamenti, potrebbe essere una leva fondamentale per le nostre aziende, che rappresentano il 70% del nostro tessuto produttivo e che sono la vera e propria anima, troppo spesso dimenticata, della nostra economia.
Il Piano analizza le azioni a livello europeo per incentivare le Pmi ad investire sul risparmio energetico e per abbattere i propri costi di produzione.
Materie prime, acqua ed energia rappresentano il fardello più pesante per le nostre imprese. Insieme fanno la metà del costo di produzione di un’azienda.
Mentre i dipendenti, sempre i primi a saltare in caso di crisi aziendali, costano solo un quinto.
Questo significa che è proprio sugli sprechi energetici e dei materiali che bisogna intervenire. Una loro riduzione porterebbe le nostre aziende a essere più competitive, a dare più lavoro.
La Commissione Europea stima che una gestione più efficiente delle risorse porterebbe ad un risparmio di un quarto dei costi aziendali. Una cifra enorme, per tutte quelle imprese che ogni giorno lottano per sopravvivere alla crisi.
Da parte delle Pmi la volontà di tagliare i propri costi e diventare più sostenibili è grande. Pensate che il 93% delle Pmi europee ha già tentato di promuovere iniziative per un uso efficiente delle risorse.
Il 93%! Sono quasi la totalità delle piccole e medie imprese. Ma meno della metà di loro – il 42% – ottiene risparmi reali.
Dunque, non solo le Pmi hanno il ben noto problema di accedere con fatica ai fondi, ma hanno anche il problema di ottenere risultati concreti quando vi accendono.
Evidentemente la macchina Europea non funziona a dovere.
Per migliorare servono tre cose.
Primo: l’Europa dev’essere più vicina alle aziende, incentivando e sostenendo il piano di ricerca e sviluppo affinché si possano sviluppare metodi e strumenti che aiutino le Pmi ad essere più sostenibili.
Secondo: ci deve essere un dialogo con le amministrazioni locali. L’Europa dev’essere maggiormente presente nelle amministrazioni e con le associazioni di categoria, implementando le strutture chiamate Europe Direct, già presenti sul territorio.
Terzo: il monitoraggio. L’Europa dev’essere costantemente informata di quello che sta accadendo, in modo da correggere subito il tiro per ottenere risultati concreti.

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