Biologico

Le moderne tecniche di coltivazione biologica permettono di raggiungere ottime rese e una qualità superiore senza l’uso di pesticidi e fertilizzanti sintetici. Per il Movimento 5 Stelle il biologico deve essere la stella polare della nostra agricoltura, il modello al quale dobbiamo tendere per assicurarci un futuro più sano e in armonia con l’ambiente. Parliamo di un settore economico con un trend positivo a doppia cifra che dura da 7 anni, destinato a diventare il fiore all’occhiello dell’agroalimentare di qualità.

Perché scegliere il Biologico

L’impiego di sostanze chimiche in agricoltura pone la questione degli effetti negativi sull’ambiente e sulla salute umana. La maggior parte dei pesticidi è infatti costituita da molecole di sintesi create per combattere alcuni organismi, ma si rivelano generalmente pericolosi per gli organismi viventi, come conferma un’ampia letteratura scientifica. Questo spiega perché l’interesse dei consumatori per i prodotti biologici sia fortemente cresciuto negli ultimi anni.

Nei primi 5 mesi del 2014, i consumi nel mercato italiano del biologico sono cresciuti del 17,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un trend positivo che dura da 7 anni, mentre nello stesso periodo in Italia i consumi alimentari sono calati a picco. Gli operatori del settore biologico sono oltre 52mila con un aumento complessivo del 5,4% rispetto al 2012. Anche la superficie coltivata con metodi bio è in aumento del 12,8% rispetto al 2012.

L’Italia è prima in Europa per numero di aziende e superfici dedicate al Bio, sesta al mondo in termini di fatturato. Nel nostro Paese il settore bio vale 3,1 miliardi di euro. Non certo cifre di poco conto. Un euro investito nel Bio vale di più. Molto di più. Perché investire nei prodotti biologici significa investire sulla salute della terra che abitiamo e troppo spesso maltrattiamo. Significa investire sulla nostra salute.

Posizione del M5S

Il Movimento 5 Stelle sostiene un biologico senza se e senza ma, senza aziende miste, né Ogm. Un biologico con controlli regolari sul campo che tutelino il prodotto e dunque il consumatore. Un biologico con regole chiare e stringenti, ma che non stritolino gli agricoltori, ai quali deve essere garantito un ritorno economico più che dignitoso.

Linee guida alle quali abbiamo tenuto fede anche nei 22 emendamenti alla nuova normativa che regolamenterà il settore. Il biologico deve essere visto come un sistema sostenibile nel suo complesso, deve contribuire a tutelare l’ambiente, il clima e gli esseri viventi. La qualità dei prodotti biologici va assicurata durante ogni fase di produzione, trasformazione e distribuzione. E negli emendamenti lo scriviamo a chiare lettere.

 

 



Non è tutto FICO quello che luccica, anche se è da Oscar

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Il CETA si può fermare: facciamoci sentire!

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In molti in questi giorni, proprio mentre mi trovo in Sicilia in vista delle elezioni, mi stanno chiedendo dei chiarimenti sul nostro voto sul glifosato: per far questo a mio avviso è fondamentale fare un passo indietro e comprendere tutti i passaggi salienti in merito a questa questione. Innanzitutto vi posso testimoniare che, nel corso … Continua

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