Molti attivisti nei giorni scorsi mi hanno scritto e contattato per chiedermi cosa ne pensassi del nuovo presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Francamente non è una risposta semplice da dare, perché anche questa volta ci troviamo di fronte a un caso anomalo, tipicamente italiano.

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Mi spiego: in quale altro paese al mondo viene eletto un presidente della Repubblica che è membro della Corte Costituzionale nominata da un Parlamento che la stessa Corte di cui egli fa parte ha poi dichiarato illegittimo? Di più: lo stesso Parlamento successivamente lo elegge! E lui accetta.
Quasi un record: Corte illegittima perché eletta da Parlamento illegittimo (secondo la stessa Corte) ed elezione a Presidente da parte dallo stesso Parlamento illegittimo. Sembra uno scioglilingua.

Non si tratta poi di un anziano signore in pensione, un politico d’altri tempi pescato dal dimenticatoio, si tratta di un giudice dell’Alta Corte. Ciò significa che il presidente Mattarella ha liberato una poltrona politicamente strategica su cui qualcuno evidentemente ha fatto dei ragionamenti, proprio in funzione delle riforme istituzionali che il mostro a due teste Renzusconi sta cercando di fare con i soliti accordi al di fuori del Parlamento. Una scelta che vale un jackpot.

Per carità, Mattarella avrà sicuramente meno scheletri nell’armadio di tanti altri, non ne dubito, ma come può un Paese cambiare se accetta passivamente questo genere di accordi, se accetta che il pregiudicato Berlusconi non possa ma addirittura debba partecipare alla stesura della riforma della Costituzione perché “ha avuto tanti milioni di voti “(Serracchiani dixit)?

Quindi per assurdo secondo questo principio gli americani non avrebbero dovuto certo liberarci dal Partito Fascista di Mussolini che nel 1924 stravinse le elezioni con un suffragio di oltre il 60%, perché in base a ciò era stato scelto democraticamente dalla stragrande maggioranza degli elettori. Presumibilmente allora in seguito avrebbero dovuto fare la liberazione insieme, americani e fascisti. Magari a braccetto.

Il dramma etico, perché questo è il vero problema del nostro Paese, la cultura dell’illecito come stile di vita che ci è stata inoculata attraverso l’endovena quotidiana dei media nel corso degli anni sono evidentemente duri da smaltire. Ma noi del Movimento 5 Stelle a cambiare quest’Italia ci proviamo comunque.

Buon lavoro, presidente!