ABC dei Fondi Europei /2

pubblicato il
Share on Pinterest
Condividi coi tuoi amici










Inviare

Fondi Europei, tutti ne parlano ma in pochi sanno cosa sono. Dopo aver spiegato cosa sono i Fondi Diretti e i Fondi Indiretti in questo articolo , scendiamo  ora nel dettaglio dei Fondi Europei gestiti dalle Regioni come il Fesr, il Fse e il Fondo di Coesione.

Per orientarvi nel mondo dei fondi consiglio due link. Il primo è www.europafacile.net dove potete trovare bandi relativi ai fondi diretti e indiretti. Il secondo è il portale www.opencoesione.it per acpire cosa è stato già finanziato in Italia.

Marco Zullo M5S Europa fondi europei

Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2014-2020 (FESR)

Il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) si propone di rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale nell’Unione europea intervenendo sugli squilibri tra le regioni. Il FESR sostiene lo sviluppo regionale e locale per contribuire al conseguimento di tutti gli obiettivi tematici attraverso la definizione di priorità dettagliate che pongano l’accento su:

– ricerca, sviluppo e innovazione

– miglioramento dell’accesso e della qualità delle tecnologie dell’informazione e della

comunicazione

– cambiamento climatico e transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio

– sostegno alle Piccole e Medie Imprese (PMI)

– servizi di interesse economico generale

– infrastrutture delle telecomunicazioni, dei trasporti e dell’energia

– rafforzamento della capacità istituzionale e amministrazione pubblica efficiente

– infrastrutture sanitarie, sociali e scolastiche e sviluppo urbano sostenibile

Ulteriori info: DG Politica Regionale – Inforegio – Politica regionale http://ec.europa.eu/regional_policy/what/future/index_en.cfm

Il Fondo Sociale Europeo (FSE)

Contribuendo alla coesione economica, sociale e territoriale, il Fondo sociale europeo (FSE) rappresenta il principale strumento finanziario dell’Unione europea per investire nelle risorse umane. Consente di accrescere le opportunità di occupazione dei cittadini europei, promuovere lo sviluppo dell’istruzione e migliorare la situazione dei soggetti più vulnerabili al rischio di povertà.

Il regolamento prevede il raggiungimento di quattro obiettivi tematici dell’FSE all’interno dell’Unione:

– promuovere l’occupazione e sostenere la mobilità dei lavoratori

– promuovere l’inclusione sociale e lottare contro la povertà

– investire in istruzione, competenze e apprendimento permanente

– migliorare la capacità istituzionale e un’efficiente amministrazione pubblica

Il Regolamento contiene disposizioni specifiche per il rafforzamento del partenariato e per la promozione della partecipazione attiva dei partner sociali e delle organizzazioni non governative (ONG) negli investimenti dell’FSE. Richiede di destinare una quantità adeguata di risorse dell’FSE ad azioni per il potenziamento delle capacità peri partner sociali e per le ONG nelle regioni meno sviluppate.

L’innovazione sociale e le attività di cooperazione transnazionale vengono incoraggiate attraverso un aumento del tasso di cofinanziamento per assi prioritari dedicati, attraverso specifiche modalità di monitoraggio e programmazione e attraverso un rafforzamento del ruolo della Commissione nelle attività di scambio e diffusione di buone prassi e azioni congiunte nell’Unione.

Al fine di migliorare l’efficacia degli interventi dell’FSE, sono previste disposizioni specifiche per garantire la concentrazione delle risorse. Inoltre, vengono definiti indicatori comuni per consentire un monitoraggio più accurato e agevolare la valutazione dell’impatto dell’investimento dell’FSE a livello europeo.

Per semplificare l’impiego dell’FSE, in particolare per i piccoli operatori, il regolamento propone opzioni di costo semplificate. Inoltre, per le operazioni di modesta entità, si propone l’obbligo per gli Stati membri di utilizzare tabelle standard di costi unitari o importi forfettari. Tale soluzione può ridurre gli oneri amministrativi relativi al 50% dei progetti.

 

Il Fondo di Coesione

Il Fondo di coesione consente agli Stati membri con un reddito nazionale lordo (RNL) per abitante inferiore al 90% della media dell’UE28 di investire nelle reti trans-europee di trasporto RTE-T, in particolare i progetti prioritari di interesse europeo così come definiti dall’UE, e nell’ambiente.

Nel settore dell’ambiente, il Fondo di coesione sostiene gli investimenti relativi all’adattamento ai cambiamenti climatici e alla prevenzione dei rischi, nonché gli investimenti relativi al settore idrico, all’ambiente urbano e allo smaltimento dei rifiuti. Nell’ambito del quadro finanziario pluriennale, anche gli investimenti nel settore energetico possono beneficiare di sostegno, a condizione che offrano vantaggi ambientali positivi. Sono pertanto sostenuti anche gli investimenti nell’efficienza energetica e nell’energia rinnovabile. Nel settore dei trasporti, oltre alla rete RTE-T, il Fondo di coesione contribuisce agli investimenti nei sistemi di trasporto a bassa emissione di carbonio e nel trasporto urbano. Gli Stati membri ammissibili al Fondo di coesione nel periodo 2014-2020 sono: Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia e Ungheria. L’Italia non è interessata dal Fondo di coesione, in quanto l’RNL per abitante supera il 90% della media dell’UE 28.

Ti potrebbe interessare anche


In agricoltura paghiamo la mancanza di visione

Il contesto agroalimentare europeo è potenzialmente un’opportunità eccezionale per il nostro Paese. L’Italia ha tutti gli ingredienti per essere leader in Europa. Purtroppo oggi così non è, a causa di una burocrazia che uccide letteralmente l’impresa agricola. I soldi europei ci sono ma magari manca un decreto che serve a sbloccarli, le politiche del lavoro … Continua

Share on Pinterest
Condividi coi tuoi amici








Inviare


Uova contaminate, Andriukaitis punisce chi gli fa comodo

Ho letto le dichiarazioni del commissario UE alla salute Andriukaitis, che trovo decisamente fuori luogo. Ecco infatti che il caso “#Fipronil” si arricchisce di un ulteriore preoccupante tassello. A suo avviso le sanzioni non devono essere applicate ai Paesi responsabili della grave frode alimentare che ha coinvolto tutta Europa, cioè Belgio ed Olanda, che continuano … Continua

Share on Pinterest
Condividi coi tuoi amici








Inviare


Politica alimentare europea: da Hogan nessun passo verso la Politica Agricola Alimentare Comune (PAAC)

Un’altra occasione persa: anche questa volta purtroppo, nonostante la comunicazione della Commissione, presentata dal Commissario responsabile per l’Agricoltura e lo Sviluppo Agricolo, Phil Hogan, portasse il titolo “Futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura”, nessun passo avanti è stato fatto per trasformare la PAC in PAAC, Politica Agricola Alimentare Comune. Di fatto, di questa comunicazione pochissimo riguardava l’alimentazione. … Continua

Share on Pinterest
There are no images.
Condividi coi tuoi amici








Inviare


Buon 2018 !

A fine anno viene naturale fare un consuntivo del percorso fatto, delle battaglie vinte e degli ostacoli incontrati.
Di strada ce n’è ancora molta da fare perché l’Europa sia una vera unione di cittadini, e perché sia veramente una comunità in cui veramente nessuno sia lasciato indietro.
Auguro buon 2018 a tutti voi, ai vostri familiari, a chi volete bene, e a riveder le stelle!

Share on Pinterest
Condividi coi tuoi amici








Inviare

Categorie: Europa, Italia