Un approccio dal basso per fare politica

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Tra poco, alle 15.00, parteciperò all’evento “Bridging civic innovation and politics” organizzato con la mia collega e amica Eleonora Evi.

Partecipazione

L’evento tratterà della crescente partecipazione del cittadino nella politica e nell’economia, a cui stiamo assistendo in tutto il mondo attraverso varie iniziative che stanno diventando una forza motore verso per un cambiamento in positivo.

Tra questi iniziative troviamo ovviamente la democrazia digitale, le collaborazioni che partono dal basso, gli open data e l’economia collaborativa.

In questo evento io presenterò l’Economia Collaborativa, o sharing economy. Che cos’è l’economia collaborativa?

L’economia collaborativa è una forma di economia che si sta sviluppando prevalentemente sul web, attraverso piattaforme come AirBnb, Uber, BlaBlaCar, Subito.it, e altre piattaforme che consentono di trovare facilmente figure professionali come dottori e idraulici, o la babysitter che guarda i vostri bambini quando siete al lavoro.
Queste piattaforme però non sono tutte uguali. Alcune sono di tipo puramente collaborativo, come CouchSurfing, dove si mette a disposizione il proprio divano (o letto) con il solo scopo di conoscere gente nuova e chiedere ospitalità; oppure BlaBlaCar, dove si chiede o si concede un passaggio in auto a fronte di un rimborso per i costi di benzina e autostrada. Altre poi invece sono delle vere e proprie attività a scopo di lucro.

Dell’economia collaborativa mi piace soprattutto puntare i riflettori sulla dimensione sociale che alcune piattaforme possono vantare, e sui nuovi modelli di business “cooperativi” che stanno nascendo. Abbiamo varie piattaforme che incorporano elementi sociali, come quelle per la raccolta di fondi come KickStarter. Il modello di finanziamento di queste piattaforme ha dato a molti privati cittadini la possibilità di finanziare i loro progetti che altrimenti altre isituzioni avrebbero bocciano o che comunque faticherebbero ad avere accesso ai canali commerciali tradizionali.

Ma non solo, dall’economia collaborativa nasce un senso di comunità ed empatia, mirato alla collaborazione, al riuso, alla partecipazione e al risparmio. La partecipazione e il senso di comunità sono dei valori di cui oggi più che mai abbiamo bisogno.

Non di meno sono certo che queste piattaforme di Economia collaborativa possano essere una specie di salvagente contro la crisi. La consapevolezza che abbiamo è che non si può fermare il futuro. Se le piattaforme di economia collaborativa hanno avuto una diffusione così rapida nel giro di pochi anni è perché i servizi tradizionali non sono stati spesso capaci di soddisfare i bisogni dei cittadini: a volte dal punto di vista della qualità, altre volte per il prezzo, altre ancora perché troppo lontane dal consumatore.

Queste piattaforme sono la risposta dal basso a dei settori che hanno mostrato delle lacune e inadeguatezze. Già oggi forniscono nuove opportunità lavorative per chi risulta disoccupato o inattivo, e rappresentano il primo approdo nel mercato del lavoro per molti giovani che faticano a trovare un primo impiego.

Seguite il mio intervento su: http://youtu.be/7RC2PE3dGxA

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