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Copyright: NO alla censura di massa, la partita è tutt’ altro che chiusa


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Il 12 settembre 2018 il Parlamento europeo ha approvato il testo della direttiva sul Copyright, con 438 voti favorevoli, 226 contrari, 39 astenuti. Sono passati pochi giorni e la questione sembra tutt’altro che chiusa. In molti si chiedono se le nuove disposizioni sanciranno un’importante censura nel modo di vivere internet in Europa.

copyright legge europea
Dopo le votazioni del 12 settembre, il Parlamento ha dato mandato al relatore di avviare i negoziati nel cosiddetto ‘trilogo’, una fase di discussione per trovare un accordo tra Parlamento, Consiglio e Commissione europea. Sarà determinante la posizione del Consiglio e il Governo italiano farà sentire la propria voce. Poi, al termine di questa fase, il testo tornerà al Parlamento per un nuovo voto. Quindi la partita è tutt’altro che chiusa!

Il MoVimento 5 Stelle nasce e si diffonde attraverso la rete, è il primo partito politico nato dall’evoluzione digitale, che si esprime attraverso blog e social network. Questa direttiva mi preoccupa, perché rischia di essere il primo passo verso la censura di massa e la scomparsa dei piccoli editori, proprio quelli che si dice invece di voler proteggere. Ci si è arroccati su posizioni ideologiche, è evidente che il settore dell’editoria stia vivendo un grande momento di crisi, ma non saranno queste soluzioni proposte a risollevarlo, anzi. Tutto ciò potrebbe portare a una ulteriore contrazione della visibilità dei contenuti online, senza contare che affidare alle piattaforme online la responsabilità di determinare che cosa possa o meno violare il diritto di autore vedrà scomparire contenuti dal web senza ragione, solo perché un algoritmo automatico non sarà in grado di distinguere tra un uso improprio di un contenuto e un contenuto artistico o di satira. E abbiamo diverse volte letto di casi di contenuti censurati erroneamente.

Due sono gli articoli al centro delle polemiche. L’articolo 11, che guarda da vicino il mondo dei media come “link tax” e “snippet”, e l’articolo 13, che riguarda tutti gli utenti perché prevede il filtraggio dei contenuti caricati online. Ve ne ho parlato in questo articolo: Direttiva Copyright. #SalviamoInternet dalla censura europea.

All’attuale direttiva sul copyright credo ci siano altre strade percorribili. Un primo passo è quello di ridurre il tempo tra la segnalazione degli editori e la rimozione del contenuto illecitamente pubblicato. Diversi sono gli accordi sottoscritti tra le autorità europee e le piattaforme, ben venga che questi accordi diventino norme. Indispensabile agire inoltre sull’efficienza delle autorità nazionali nel determinare i casi di violazione così da tutelare i detentori dei diritti. Un ulteriore piano di azione, certamente più complicato per i tempi della politica cui purtroppo siamo abituati, è quello culturale. Far comprendere all’utente che la notizia non si limita al solo titolo ma anche all’articolo che segue è sempre più difficile in una società che corre veloce. E qui mi rivolgo anche agli editori, scrivere contenuti di qualità è il miglior mezzo per affiliare il lettore.


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