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Maniago, caso polli alla diossina: non si fa campagna elettorale con la salute dei cittadini


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L’atteggiamento di Fabiano Filippin è davvero imbarazzante: egli afferma, ripreso dagli organi di informazione, che la vicenda dei polli alla diossina non ha suscitato grande interesse negli eurodeputati.

A Filippin rispondo che, come ben sa, ho portato in più riprese questo caso in Parlamento europeo: trovo dunque davvero inopportuno che il consigliere strumentalizzi questo caso a pochi giorni dal voto. Non ne possiamo più di inutili passerelle pre-elettorali.

Filippin, in cerca solo di visibilità, mente sapendo di mentire: i risultati, noi del M5S su questa vicenda, ce li siamo portati a casa e quello che lui chiama disinteresse è invece sinonimo di competenza. Le azioni solitarie di Filippin non portano a niente: questa deve essere una battaglia comune e trasversale per il bene del territorio. Per chi ha la memoria corta ricordo che ho di fatto presentato un’interrogazione in UE in cui chiedevo un parere alla Commissione per capire la natura degli errori dei metodi di campionamento e di analisi per il controllo dei livelli di diossine.

In seguito la Commissione europea mi ha inviato il documento che faceva chiarezza su chi le avesse comunicato i dati che minimizzavano la grave situazione di diffuso inquinamento ambientale non permettendole di prendere in considerazione i due polli che risultavano contaminati dalla diossina. La comunicazione ufficiale è stata fornita dal Ministero della Salute italiana che ha risposto alla Commissione europea proprio in merito alla mia prima interrogazione del 16 febbraio 2016; il Ministero si è basato sui documenti ricevuti dalla Regione Friuli Venezia Giulia: dunque le responsabilità della grave minimizzazione del caso vanno cercate sul territorio e non in UE come invece farebbe piacere a Filippin.

Continuerò ancora a seguire questa vicenda e a rendermi disponibile per ulteriori azioni da portare avanti in Parlamento europeo. Non tollero però nessuna forma di strumentalizzazione: servirsi della salute dei cittadini, a puri fini politici, non è ammissibile!


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