pubblicato il

Parmigiano Reggiano e CETA: tuteliamo il Made In


Share on Pinterest
Condividi coi tuoi amici










Inviare

 

La ratifica del CETA da parte del Parlamento italiano è ufficialmente rinviata a data da destinarsi. Un esito che fa ben sperare e premia l’impegno che noi del 5 stelle abbiamo profuso in questi anni ma che tuttavia non è ancora sufficiente. La speranza è che la crescente consapevolezza dei cittadini spinga il Parlamento ad esprimere una votazione contraria alla ratifica definitiva.

Nel frattempo è fondamentale fare una specifica in merito all’articolo pubblicato lo scorso mercoledì 27 settembre dalla Gazzetta di Reggio Emilia. L’azione di vigilanza da parte del Consorzio di Tutela del Parmigiano Reggiano é meritevole ma servirá a poco, per questo é necessario agire per fermare questo trattato pericoloso e antidemocratico. Fermare il CETA é possibile in quanto per entrare in vigore il trattato deve essere ratificato da ciascuno dei parlamenti dei 28 paesi che compongono la nostra Unione.

L’eventuale voto contrario di un parlamento nazionale è sufficiente a bloccarlo.

Riferendosi al nome “Parmesan” Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano, afferma come il lodevole sforzo del Consorzio sarà quello di “dimostrare che si tratta di una denominazione imperfetta e che il suo uso rappresenta una infrazione alla Dop, perché il Parmigiano Reggiano rispetta un preciso e rigoroso disciplinare”. Ma tutto questo purtroppo non basterà: se di fatto è vero che 41 IG italiane di cui 12 emiliane hanno ottenuto protezione, i principali prodotti canadesi che imitano formaggi italiani o salumi potranno continuare ad essere presenti sul mercato canadese accanto al prodotto originale italiano. E’ facile immaginare che il

consumatore canadese opterà per le marche che conosce da tempo, che risulteranno anche meno care. Inoltre la denominazione (-simil, -stile, -tipo) sarà obbligatoria, ma solo per i produttori entrati nel mercato di un determinato prodotto dopo il 2013. In pratica, il Parmesan made in Canada potrà continuare ad essere venduto come Parmesan e così anche molti altri prodotti.

Peggio ancora, grazie al CETA, saranno le imitazioni canadesi ad entrare nel mercato europeo creando ancora maggiore confusione al consumatore.

 

Inoltre Bertinelli dichiara che “abbiamo dalla nostra parte sentenze importanti come quella della Corte di Giustizia Europea”, ma anche in questo caso, proprio in virtú dell’accordo raggiunto, le sentenze citate non solo non redimeranno dispute riguardanti il mercato canadese, ma potrebbero addirittura perdere forza in Europa. Con il CETA i vantaggi per il made-in sono molto incerti a fronte di rischi concreti per la collettivitá quali la messa in discussione del principio di precauzione che oggi tutela i cittadini europei dalla carne con gli ormoni e dagli OGM negli alimenti. Agiamo dunque, FERMIAMO DEFINITIVAMENTE IL CETA.


Ti Potrebbe interessare anche:

pubblicato il

Il Futuro in Programma arriva in Friuli Venezia Giulia!

Manca pochissimo all’ arrivo del nostro Alessandro Di Battista! Alessandro sta dando il massimo, con un camper sta attraversando l’Italia accompagnato dalla sua famiglia e dall’amore di tantissime persone che in lui e nel #M5S vedono finalmente la possibilità di riscatto e di cambiamento del nostro meraviglioso Paese. Alessandro, come ben sapete, ha deciso di non▶ Leggi tutto

Share on Pinterest
Condividi coi tuoi amici








Inviare

pubblicato il

Sempre più vicini a un accordo contro le pratiche sleali

Come vi avevo già anticipato qui: https://goo.gl/MUa6XT, la scorsa settimana ho partecipato in aula alla discussione sulle pratiche sleali. Ho apprezzato l’ottimo lavoro che il relatore ha fatto presentando il suo progetto e condivido molte delle soluzioni che sono state proposte rispetto alle perplessità che avevo esposto nei precedenti dibattiti. Mi trovo d’accordo sul fatto▶ Leggi tutto

Share on Pinterest
Condividi coi tuoi amici








Inviare

pubblicato il

Raggiunto l’accordo per il codice delle comunicazioni elettroniche

Dopo un iter legislativo durato quasi due anni, è stato raggiunto l’accordo politico fra il Parlamento Europeo e il Consiglio dell’Unione Europea sul nuovo Codice delle Comunicazioni Elettroniche, il cui ultimo aggiornamento risale al 2009. Inizialmente esaminato dalle Commissioni ITRE e IMCO del Parlamento Europeo, quest’ultimo il 25 Ottobre 2017 approvò il mandato per iniziare le negoziazioni col▶ Leggi tutto

Share on Pinterest
Condividi coi tuoi amici








Inviare

pubblicato il

Rural Women as Change Makers: la donna come motore di cambiamento dell’agricoltura

Ieri sono stato all’incontro “Rural Women as Change Makers” alle Nazioni Unite, rivolto alla tematica delle donne che lavorano in ambito rurale e che sono spesso un motore di cambiamento verso un’agricoltura sostenibile ed ecologica, che mira alla sicurezza alimentare e la creazione di posti di lavoro green. Molto c’è da fare per il futuro▶ Leggi tutto

Share on Pinterest
Condividi coi tuoi amici








Inviare