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PFAS: l’Europa perde l’occasione di salvaguardare la salute dei suoi cittadini


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PFAS

L’Europa ha perso una grande occasione di garantire la salute e la sicurezza dei suoi cittadini. Martedì, infatti, nella seduta Plenaria radunata nella sede di Strasburgo è passato l’aggiornamento alla direttiva del 1998 sull’acqua potabile. Una parte rilevante di questa direttiva nasce da un’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE), che ha visto raccolte quasi due milioni di firme per il progetto #Right2Water. La richiesta contenuta nella proposta era quella di far riconoscere alle istituzioni europee l’acqua come diritto umano fondamentale.

Questa è l’unica nota positiva che possiamo individuare nel testo approvato. Infatti, il diritto all’acqua è stato integrato nel primo articolo della direttiva in questione.

Se l’accesso universale all’acqua sarà assicurato, non sarà lo stesso per la salute delle persone. Avevamo chiesto esplicitamente, se non di raggiungerlo, perlomeno di avvicinarci al livello 0 di sostanze chimiche nell’acqua. Tra queste ci sono gli PFAS, composti chimici che vengono usati per impermeabilizzare prevalentemente i tessuti e renderli repellenti ai grassi. In questo caso non è stata accettata la proposta di porre limiti pari e neppure il più vicino possibile allo zero.

I limiti fissati, solo per gli PFAS a catena lunga, sono: 100 ng/L per ogni singolo PFAS e 500 ng/L per la somma di tutti gli PFAS. Purtroppo, non sono stati fissati valori per gli PFAS a catena corta, quelli tuttora in produzione e più difficili da bloccare con i filtri utilizzati dagli acquedotti.

Il problema degli PFAS nell’acqua colpisce in modo particolare la regione Veneto.

Studi in corso d’opera in merito alla questione indicano che si tratta di sostanze non smaltibili dal fegato e dannose per tiroide e colesterolo.

Insieme alla collega del Movimento 5 Stelle Eleonora Evi, nella mattinata di martedì 23 ottobre, mi sono unito alla manifestazione organizzata fuori dal Parlamento europeo di Strasburgo dal gruppo Mamme No PFAS. L’obiettivo del corteo è stato quello di sensibilizzare gli europarlamentari diretti al voto in aula riguardo il raggiungimento del livello 0 di componenti chimici nell’acqua.

Tanto l’amaro in bocca a seguito delle votazioni: non sono state solo le Mamme No PFAS ad andarsene insoddisfatte, il testo è passato con 274 astensioni e siamo in molti ad essere rimasti delusi dai risultati della direttiva.
C’è ancora tanta disinformazione sulla pericolosità degli PFAS e tanto lavoro da fare per modificare in meglio la direttiva e per diffondere una maggiore consapevolezza su questa delicata questione.


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