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Rigassificatore: dubbi su posizionamento, manca piano emergenza


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Il futuro che ha in mente il Movimento 5 Stelle é all’insegna della sostenibilità ambientale ed energetica. La stella polare sia a livello nazionale che a livello locale devono essere le rinnovabili. Realizzare nuovi impianti di rigassificazione non porta giovamento alla collettività, perché non crea posti di lavoro e non fa ripartire l’economia reale, ma serve solo a favorire pochissimi, prediletti, imprenditori.

Di impianti ce ne sono già a sufficienza, e molti sono sottoutilizzati, anche nell’alto Adriatico, come quello di Rovigo. Non serve realizzarne di nuovi, ma anzi bisognerebbe chiudere quelli inutili e convertire quelli esistenti da ciclo aperto a ciclo chiuso, riducendo drasticamente l’impatto ambientale.

Questo é il comunicato stampa che, insieme a sette colleghi portavoce al Parlamento Europeo, ho inviato a seguito della sottoscrizione del documento contenente una serie di osservazioni alle controdeduzioni evidenziate da D’Appolonia sulla realizzazione del rigassificatore di Smart Gas di Monfalcone.

rigassificatore onshore

Dubbi sul posizionamento dell’impianto, «in particolare su quello della banchina delle navi metaniere, che costituirebbe un grave impedimento allo sviluppo del porto di Monfalcone». E perplessità per «i rischi antropici e di effetto domino nel caso di incidente (collisione della nave metaniera), che sarebbero amplificati data la maggiore contiguità di siti industriali». Ben otto europarlamentari del Gruppo Efdd-Movimento 5 Stelle (Marco Zullo, David Borrelli, Piernicola Pedicini, Daniela Aiuto, Fabio Massimo Castaldo, Eleonora Evi, Daniela Aiuto e Isabella Adinolfi) hanno sottoscritto il documento contenente una serie di osservazioni alle controdeduzioni evidenziate da D’Appolonia sulla realizzazione del rigassificatore di Smart Gas. La relazione, sottoscritta anche dal Comitato salvaguardia del Golfo di Trieste, è stata redatta dal professor Giorgio Trincas dell’Università di Trieste. Sul punto, il programma regionale del M5S è chiaro: contrarietà al rigassificatore on-shore e agli impianti a ciclo aperto.

«Ribadiamo – si legge nel documento – che il maggiore problema relativo al progetto Smart Gas è la locazione dell’impianto ed in particolare il posizionamento della banchina delle navi metaniere (LNG ships). La sua realizzazione, almeno nello schema progettuale disponibile pubblicamente, costituirebbe un grave impedimento allo sviluppo del Porto di Monfalcone». Il Gruppo Efdd-Movimento 5 Stelle, Trincas e Comitato evidenziano «perplessità sull’analisi dei rischi riguardante l’attività di rigassificazione e assenza di un piano di emergenza ed evacuazione, sul quale dovranno essere in ogni caso coinvolte direttamente i residenti e le popolazioni del territorio interessato».

Intanto, il fronte del NO all’impianto Smart Gas fa quadrato: la settimana scorsa si è svolta a Duino una riunione particolarmente partecipata, organizzata dai gruppi locali di attivisti di Trieste e Monfalcone del M5S con la presenza dell’europarlamentare Marco Zullo, alla quale hanno preso parte cittadini e rappresentanti di movimenti, associazioni e comitati (tra cui Comitato Salvaguardia del Golfo, Comitato Collettivo di difesa del Litorale Carsico, Comunella di Duino, Cittadini per il Golfo e No Rigassificatore di Monfalcone), che hanno ribadito a chiare lettere la propria posizione di contrarietà rispetto alla costruzione dei rigassificatori nel golfo di Trieste – sia a Zaule che a Monfalcone.

«Colpisce inoltre – evidenziano i portavoce del Movimento 5 Stelle – la posizione del neo-capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Diego Moretti, che ha a più riprese difeso a spada tratta il progetto del rigassificatore: come noto, Moretti si trova in palese conflitto d’interesse morale, essendo dipendente della Sbe di Alessandro Vescovini, imprenditore e project leader del progetto di Smart Gas. Talmente favorevole al rigassificatore è Moretti, da dimenticarsi che tra i punti di forza del tessuto industriale della provincia di Gorizia figura Fincantieri, casualmente non annoverata dal capogruppo Pd tra i rari punti di forza del territorio isontino».

Quanto alle indiscrezioni apparse sulla stampa, circa un possibile allontanamento di Paolo Maschio dalla guida della Azienda Speciale per il Porto di Monfalcone, Marco Zullo esprime forti perplessità. “Sarebbe una strategia sbagliata – afferma il portavoce europeo – in un momento in cui la valutazione di impatto ambientale sul rigassificatore è ancora in corso. Maschio ha seguito per anni la vicenda del rigassificatore e il piano regolatore del porto. Il suo ruolo garantirebbe quella continuità necessaria ad affrontare questioni così delicate”.


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