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Rural, l’associazione di produttori impegnati a recuperare e proteggere antiche varietà vegetali


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Nel weekend ho visitato l’associazione di produttori Rural in Provincia di Parma, che opera con lo scopo di recuperare varietà non solo antiche, ma anche locali, per ridare loro una dignità economica. Nel tempo, infatti, queste varietà sono state abbandonate perché poco vantaggiose dal punto di vista del profitto, secondo i canoni odierni di rendimento, visto che si punta troppo spesso sulla quantità piuttosto che sulla qualità.

I membri dell’associazione vogliono recuperare queste varietà, che magari sono anche andate perdute, capire lo sbocco che possono avere sul mercato e poi posizionarle, in modo da stabilirne un prezzo dignitoso per il prodotto, il produttore e il consumatore. Questo approccio sta funzionando. Molti prodotti come frutti antichi o uve antiche stanno trovando delle nicchie di mercato molto interessanti, attratte non solo dal prodotto ma anche dalla sua associazione alla tradizione e a caratteristiche nutrizionali notevoli. Istruendo i possibili acquirenti e rendendoli partecipi di tali peculiarità si riesce a riconoscere un prezzo finale più che equo.

Il meccanismo diventa poi virtuoso, perché la qualità è talmente elevata che si sta ritrovando l’equilibrio tra quantità e valore economico, facendo aumentare la richiesta.

Un approccio davvero ottimo che restituisce dignità e valore al territorio, uscendo da quei circoli viziosi economici che rischiano di soffocare chi vuole fare impresa nel mondo agroalimentare, e si trova costretto a produrre sempre di più, abbassando i prezzi, e non riuscendo più ad essere competitivo.

Qui, invece, si produce quello che il territorio permette e si soddisfa la richiesta rispettando le capacità produttive. Sembra un approccio antieconomico, ma in realtà genera una catena virtuosa che aumenta la richiesta e la produzione. La crescita è lenta perché rispetta la sostenibilità ambientale ed economica del progetto.

Queste realtà sono la dimostrazione che un altro modo di fare agricoltura è possibile, uscendo da canoni che mirano solo alla quantità, dando nuova vita ai territori e generando un ritorno dal punto di vista sociale.


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