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Stop alle aste a doppio ribasso della GDO


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È inaccettabile che il sistema della Grande Distribuzione Organizzata metta all’asta l’agricoltura italiana! La questione delle pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare è nota da molti anni e in questo periodo più che mai si sta parlando delle aste a doppio ribasso messe a punto dalla GDO.

Zullo Aste Ribasso GDO

Come funzionano?
La procedura è molto simile a quella delle tradizionali aste: da una parte c’è la GDO che deve acquistare la merce, dall’altra le aziende fornitrici che fanno un’offerta. Quando la GDO riceve le offerte di vendita decide di indire una seconda asta, ponendo come base di partenza l’offerta più bassa ricevuta. A questo punto, tra i fornitori che decidono di partecipare, vince chi propone il prezzo più basso. Si tratta di una pratica sleale che sta strangolando gli agricoltori e che va urgentemente fermata, perché lede gravemente gli anelli più deboli della catena, i produttori da una parte e i consumatori dall’altra.

Gli agricoltori non hanno la forza contrattuale per contrastare le pratiche messe a punto dalla grande distribuzione e si trovano troppo spesso a subire i gravosi effetti di queste pratiche sleali che non gli garantiscono nemmeno la sopravvivenza.
I consumatori si ritrovano a scegliere, ogni giorno di più, i prodotti da scaffale al costo più basso, spesso scadenti: per abassare i prezzi, i costi di produzione devono essere abattuti a discapito della qualità e anche della salute. Senza tener conto che acquistare prezzi sottocosto significa spesso  favorire anche lo sfruttamento degli agricoltori e rafforzare un meccanismo deleterio.

È quanto mai necessario prendere scelte politiche volte ad aiutare concretamente il settore agricolo e a tutelare gli agricoltori. Come portavoce al Parlamento europeo con il Movimento 5 Stelle sono tra i relatori della Direttiva sulle “Pratiche Sleali nella Filiera Agroalimentare” e continuerò a battermi fortemente per trovare le soluzioni più idonee a risolvere questa situazione inammissibile.

Le regole devono garantire trasparenza nella filiera agroalimentare italiana, al più presto!


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