Agricoltura

Il M5S vuole inoculare nella società il virus della buona agricoltura. Come membro titolare in commissione per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale (AGRI) mi batto in Europa per portare avanti un’agricoltura sostenibile, un’agricoltura etica, che permetta di garantire un reddito più che dignitoso agli agricoltori e che sia rispettosa dell’ambiente che ci circonda.

Un’agricoltura biologica, totalmente priva di prodotti chimici di sintesi e di Ogm. Un’agricoltura biodinamica, orientata al rinnovamento delle tecniche di produzione che rispettino il suolo. Un’agricoltura al passo con i tempi, dove la vendita diretta sul web venga favorita. Il M5S vuole un’agricoltura dove i mercati siano più facilmente accessibili agli imprenditori agricoli e si oppone alla liberalizzazione spinta che vorrebbe il Ttip, che sacrificherebbe i piccoli produttori sull’altare delle multinazionali.

Un suolo coltivato in maniera sana e sostenibile aiuta a combattere addirittura il cambiamento climatico, in quanto trattiene il carbone e riduce le emissioni di gas serra nell’atmosfera. Al contrario, come ci ha spiegato il direttore della F.A.O. a Bruxelles, Mustapha Sinaceur, un suolo coltivato con pratiche non sostenibili fa sì che il carbone in esso contenuto venga rilasciato nell’atmosfera in forma di biossido di carbonio (Co2), elemento che favorisce in maniera devastante il cambiamento climatico.

L’agricoltura, nella visione del Movimento 5 Stelle, é un settore giovane e aperto alle nuove esperienze che fanno scuola nelle varie realtà italiane. Vogliamo liberalizzare lo scambio di sementi tra agricoltori, mantenere la biodiversità dell’habitat naturale, ma anche dei soggetti agricoli. In poche parole, l’agricoltura che vogliamo non é quella di pochi grandi produttori che poggiano la propria forza nei grandi numeri, ma è quella diffusa che lascia spazio ai piccoli, alla qualità, alle produzioni locali, senza mortificare nessuna idea imprenditoriale e contadina.

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Difendiamo il nostro riso!


Insieme alla mia collega Rosa D’Amato, abbiamo scritto (clicca qui per leggere la lettera bit.ly/Lettera_CE) a Cecilia Malmström (Commissaria europea al Commercio) e Phil Hogan (Commissario europeo all’agricoltura e allo sviluppo rurale) per chiedere di approvare con urgenza l’introduzione della clausola di salvaguardia contro le importazioni di riso da Myanmar e Cambogia. Malmström e Hogan,▶ Leggi tutto

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Stop cibo falso: indicazione di origine obbligatoria sulle etichette dei prodotti agricoli!


I motivi di questa battaglia fortemente sostenuta dal Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo sono molteplici. Obbligare l’inserimento in etichetta dei Paesi in cui vengono coltivati i prodotti agricoli è fondamentale per tutelare innanzitutto la salute dei cittadini, proteggere il nostro Made in Italy e dare un giusto valore al lavoro degli agricoltori che valorizzano▶ Leggi tutto

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Riforma della PAC: per un’agricoltura più sostenibile e meno burocratica.


riforma della pac

Realizzare una nuova politica agricola comune più sostenibile ed equa, con meno burocrazia: questo è l’obiettivo comune. Ormai da molti mesi lavoriamo per costruire una nuova politica agricola basata sul progresso, in termini di innovazione, sostenibilità, supporto. Per questo motivo, movimenti come quello di #cambiareagricoltura sono voci da ascoltare, perché partono da un principio inviolabile:▶ Leggi tutto

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L’UE potrebbe permettere un falso Made in Italy per i vini!


falso Made in Italy per i vini

La tanto attesa modifica del regolamento sull’etichettatura dei vini proposta dalla Commissione europea (EC), potrebbe nascondere una pericolosa insidia per il Made In Italy. Nello specifico, la prima stesura del testo, in francese, conteneva una disposizione che permette ai produttori di vini varietali (non tutelati da indicazioni geografiche) di indicare in etichetta il Paese di▶ Leggi tutto

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Rural, l’associazione di produttori impegnati a recuperare e proteggere antiche varietà vegetali


Nel weekend ho visitato l’associazione di produttori Rural in Provincia di Parma, che opera con lo scopo di recuperare varietà non solo antiche, ma anche locali, per ridare loro una dignità economica. Nel tempo, infatti, queste varietà sono state abbandonate perché poco vantaggiose dal punto di vista del profitto, secondo i canoni odierni di rendimento,▶ Leggi tutto

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