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uscire dalla crisi: paesaggio, storia, cultura.


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Lavoro non ce n’è. Aumenta il numero di attività che chiudono.
Si chiede alla Politica di intervenire per creare nuovi posti di lavoro e salvaguardare quelli esistenti.
Si interviene con provvedimenti di urgenza, necessari, ma che rischiano di essere una soluzione tampone se considerati unicamente fini a se stessi.
Il Friuli Venezia Giulia, come l’Italia, non mi sembra terra di Materie Prime o di Produzione di Massa a Basso Costo. Ciò che ci distingue, ciò che abbiamo e che non potranno mai portarci via sono il paesaggio, la storia, la cultura.
Immagino una Politica che sappia valorizzare questi tre elementi, che punti sul turismo, sull’artigianato, sull’agricoltura biologica. Una Politica che sappia avere una nuova visione del nostro territorio, una politica che quando propone leggi e emendamenti lo faccia non pensando al solo domani, ma alla società che vorremo essere tra 5, 10, 50 anni.

 

Di seguito un estratto del pensiero di Gabriele Centazzo, Designer e Presidente di Valcucine SpA www.valcucine.it

da www.visionariperilrinascimento.it

Gabriele Centazzo
Gabriele Centazzo a “Un nuovo paradigma per essere felici. Salviamo il paesaggio dalle conseguenze del cemento” 3 maggio 2013 terra-e.it

L’Italia, per salvarsi, ha bisogno di una visione, di un sogno che unisca tutti gli italiani per un unico obiettivo. Ma quale può essere questo sogno? Il nostro Paese è come una barca in mezzo al mare, piena di falle e in procinto di affondare.
[…] Credo che il nostro Paese possa primeggiare in una forma di creatività spontanea e ingegnosa, fondata sull’intuito del piccolo imprenditore in grado di realizzare brevetti sulla base della capacità di elaborazione del pensiero, dell’intelligenza individuale e dell’esperienza. […] Questa forma di creatività naturale, però, si perde se non viene opportunamente stimolata. Per nutrirla è necessario rifondare il nostro modello di istruzione. La creatività si sviluppa all’incrocio tra la strada tecnica e quella umanistica. È solo lì che si può condensare una visione creativa. Gli indirizzi scolastici vanno cambiati. Le scuole non dovranno più essere solo umanistiche o solo tecniche ma tecnico-umanistiche, perché l’innovazione nasce dall’intreccio di saperi, dalla contaminazione delle pratiche. Il grande pittore dispone di pensiero, filosofia, cultura, unita a un’ottima tecnica del disegno e del colore.
[…]L’altro capitale che troviamo nell’isola verso la quale abbiamo fatto rotta è la bellezza. Anche qui è fondamentale incidere nei programmi scolastici, inserendo fin dalla prima elementare la storia dell’arte, lo studio degli stili e utilizzare metodi efficaci per stimolare i sensori della bellezza, in modo che non si atrofizzino fino ad annullare la capacità di indignarsi di fronte al suo sfregio. L’insegnamento della storia dell’arte non va inteso in forma nozionistica, come purtroppo capita spesso nella scuola, ma come base per la formazione di una coscienza della bellezza, dell’essenza dell’opera d’arte, del rispetto dei valori ambientali che sono tra l’altro elementi formativi del carattere e della vita stessa dell’uomo. Chi avrà ricevuto quest’educazione si troverà a disagio negli ambienti degradati e farà di tutto per contornarsi di bellezza. […] Questo è un altro problema italiano: non conoscere le proprie bellezze.
I pilastri per uscire dalla crisi[…]In Italia il modo più veloce e realizzabile di allungare questo tessuto è quello di raddoppiare il turismo in tre-quattro anni, questo è l’unico modo rapido per dare speranza di lavoro a migliaia di disoccupati. I turisti stranieri in Italia sono quasi la metà che in Francia, circa 45 milioni contro 79,5! La Francia ha Parigi, ma noi abbiamo Firenze, Roma, Venezia, Ercolano, Pompei, Napoli, il Vaticano, … Abbiamo il più grande patrimonio artistico e culturale al mondo, mari e montagne spettacolari, isole da favola, non c’è confronto.
Personalmente creerei un super-ministero che accorpi turismo, agricoltura, beni culturali, salvaguardia del paesaggio, perché un grande progetto di sviluppo turistico può nascere solo dal coordinamento di questi quattro settori.


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2 responses to “uscire dalla crisi: paesaggio, storia, cultura.

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