GPL di Chioggia: abbiamo portato il caso in Parlamento Europeo

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Il caso del deposito Gpl di Chioggia è arrivato in Parlamento europeo: nell’ interrogazione che abbiamo da poco depositato, abbiamo fatto presente come l ‘iter decisionale del Governo italiano che ha portato alla sua autorizzazione, presenta numerose criticità.
Esso sembra innanzitutto non aver tenuto conto delle peculiarità del territorio: dal 1987 l’intero bacino della laguna veneta è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, e a poche miglia al largo del sito si trova una “zona di tutela biologica riconosciuta” dal 2002.In aggiunta a ciò, in violazione a quanto disposto dal decreto legislativo 152/2006, non è stata disposta la necessaria valutazione di impatto ambientale. Non sono inoltre state acquisite l’autorizzazione del Codice della Navigazione, la concessione demaniale marittima per l’uso della banchina e il parere della commissione per la salvaguardia di Venezia e della Laguna, così come prescritto dalla Legge Speciale per Venezia.

Abbiamo sottolineato poi come la decisione sembra essere stata presa in violazione di numerose norme vigenti sulla sicurezza e sulla valutazione del rischio: questo deposito, con i suoi giganteschi «bomboloni» di gas a poche centinaia di metri dal centro di Chioggia, oltre che dannoso per lo sviluppo del porto stesso, è di fatto ritenuto pericoloso.Abbiamo chiesto dunque alla Commissione europea di esprimersi in merito alla compatibilità di questo iter con il rispetto dei principi di prevenzione e precauzione e se, al contempo, ritenga opportuno disporre l’acquisizione di maggiori dati per verificare la compatibilità.

Il M5S non mollerà e continuerà a far di tutto affinché sia immediatamente ritirata l’autorizzazione e i lavori di costruzione siano sospesi subito.

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